Pubblicato: gennaio 18, 2011 in Uncategorized

 

 

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Siena 25 febbraio 2011

sPAZZI

Dalla distruzione del manicomio alla costruzione dei diritti

A presentazione del concerto di Simone Cristicchi tenutosi al teatro dei Rozzi, in apertura della serata conclusiva di sPAZZI, l’iniziativa dedicata alla riflessione su salute mentale e diritti di cittadinanza, il Collettivo di Antropologia ha dichiarato quanto appreso nel corso degli incontri che si sono svolti con medici, infermieri, operatori e utenti dei servizi psichiatrici: da un mese e mezzo le porte del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale di Siena sono state nuovamente chiuse. Di fronte a tale presa d’atto, il Collettivo di Antropologia esprime la propria preoccupazione nei confronti di una pratica sempre più coattiva e istituzionalizzante che, attraverso la retorica della tutela, agisce una ‘guerra preventiva’ nei confronti degli utenti dei suoi servizi che corrono il rischio di veder limitata la loro libertà e negata la loro soggettività.

Il Collettivo di Antropologia ha inoltre denunciato pubblicamente lo stato di degrado in cui versa il padiglione Conolly -ex reparto agitati dell’ex ospedale psichiatrico- invitando tutte le autorità e le istituzioni competenti ad attuare un’azione di tutela della struttura, nel rispetto dei vincoli storico/architettonici, volta sia alla patrimonializzazione di una memoria importante come quella del Manicomio che ad una rifunzionalizzazione che coinvolga in prima persona tutte le realtà associative e culturali che si occupano sul territorio di salute mentale e diritti di cittadinanza.

Per informazioni sulla raccolta firme per la tutela del Conolly rete.spazzi@gmail.com

Il Collettivo di Antropologia

 

Siena 1 Febbraio 2011

sPAZZI: Dalla distruzione del manicomio alla costruzione dei diritti

22,23,24 Febbraio 2011

Il Collettivo di Antropologia organizza nei giorni 22,23,24 Febbraio 2011 l’incontro nazionale dal titolo  “sPAzzi. Dalla distruzione del manicomio alla costruzione dei diritti”, una tre giorni di dibattiti, mostre fotografiche, concerti e proiezioni.
Il progetto sPAZZI nasce dalla necessità di creare un momento di riflessione attiva e  partecipata   sul   ruolo   dell’istituzione   totale   manicomiale   e   sul   significato   del processo di smantellamento al quale questa è stata sottoposta. Pensiamo infatti che riportare alla luce il punto d’intersezione tra la fine del manicomio in Italia e la fine del manicomio a Siena, offra la possibilità ad ogni cittadino di confrontarsi con processi   di   cambiamento   che   legano   le   diverse   realtà   sociali   di   un   medesimo territorio ad un’unica storia. Oggi, negli stessi spazi in cui sorgevano i reparti di contenzione   del   manicomio   di   Siena,   si   intrecciano   quotidianamente   le   vite   di studenti e docenti di diverse facoltà, di migranti che seguono corsi di lingua italiana, di medici e utenti di servizi ospedalieri, di operatori sociali che gestiscono sportelli d’accoglienza. A trent’anni dalla legge 180, che sanciva la chiusura dei manicomi, è possibile  ora  dare  inizio  ad  una  riflessione  che  leghi  il   ruolo  dell’organizzazione degli spazi alla costruzione dei diritti.

L’evento si articolerà in tre appuntamenti, nel corso dei quali alla storia del manicomio verrà affiancata una riflessione sul rapporto emblematico che lega l’architettura ai diritti di cittadinanza.

Assieme alle realtà locali che hanno vissuto e vivono le problematiche relative alla salute mentale sul territorio senese, protagonisti dell’iniziativa saranno i rappresentanti di importanti associazioni quali il Forum di Salute Mentale, Psichiatria democratica e l’UNASAM.

Per la città di Siena sarà un’occasione unica di riscoperta e dialogo. Attraverso il racconto di ex degenti, infermieri, familiari e responsabili dei servizi psichiatrici sarà possibile da un lato recuperare la memoria legata al recente passato manicomiale, dall’altro confrontarsi con l’impegno attuale delle istituzioni, delle associazioni e delle cooperative sociali che oggi si occupano sul territorio di tutela della salute mentale e della promozione dei diritti di cittadinanza.

Con l’iniziativa verrà inaugurata inoltre una mostra fotografica che ospiterà produzioni di diversi autori tra professionisti e fotoamatori. La mostra vuole provare a ricostruire il dispiegarsi dei diversi approcci fotografici al tema della salute mentale sviluppati in Italia da prima della conquista della Legge Basaglia ad oggi. Sarà presentato un estratto del celebre “Morire di Classe”(1969) realizzato da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, primo esempio italiano di reportage di denuncia sulle condizioni di vita degli internati. Una seconda pubblicazione ospitata dal titolo, “Nonostante la vostra cortese ospitalità” 2009, farà da contraltare sulla contemporaneità. La mostra si svilupprà poi spaziando da foto documentaristiche fino a interpretazioni astratte sul tema tipiche della fotografia contemporanea. Sarà presentata inoltre una sezione interamente dedicata alle strutture ex-manicomiali senesi con lavori realizzati dal gruppo fotografico “Caleidscopio” composto da studenti dell’Università di Siena.